Recupero Crediti: il forfait di 40 € per costi di recupero – ScriviAvvocato.it

Scrivere per recuperare il credito può sembrare scontato ma non lo è mai. Capita spesso di imbattersi in lettere di sollecito ripetitive e poco corrette sotto l’aspetto delle richieste. Talvolta si richiedono importi spropositati a titolo di spese, talvolta  per timore non si richiede neppure il minimo sindacale fissato dalla legge. E’ frequente che le aziende creditrici attivino una prima istanza di recupero interna redigendo ed inviando solleciti tramite i propri uffici amministrativi. L’attività di sollecito, specie di questi tempi, rappresenta comunque un costo che va remunerato.

E’ proprio di “costi di recupero” che voglio parlare in questo post. Esiste appunto una somma minima che la legge riconosce al creditore a titolo forfettario di danno presunto, che va preteso sulla base del solo fatto dell’inadempimento del debitore nei termini previsti.  Parliamo della somma di 40 Euro prevista dall’art. 6 comma II del decreto 231 del 2002 in attuazione delle direttive 2000/35/CE e 2011/7/UE sulla “Lotta contro i ritardati pagamenti nelle transazioni commerciali” come modificato dal D.Lgs. 192 del 9 novembre 2012.  L’articolo recita “…il creditore ha diritto anche al rimborso dei costi sostenuti per il recupero delle somme non tempestivamente corrisposte.  2. Al creditore spetta, senza che sia necessaria la costituzione in mora, un importo forfettario di 40 euro a titolo di risarcimento del danno. E’ fatta salva la prova del maggior danno, che può’ comprendere i costi di assistenza per il recupero del credito. Inoltre, direttamente dalla stesura della  dir. 2011 n.  si evincerebbe che il risarcimento in parola costituisce un “importo minimo forfetario che può cumularsi agli interessi di mora” .

Leggendo con attenzione quanto previsto dalla legge si giunge alle seguenti conclusioni:

  1. Quando fate scrivere dalla vostra segretaria d’azienda un sollecito potete tranquillamente “caricare” sull’importo richiesto €40,00 a titolo di costi di recupero previsti dalla legge, in aggiunta agli interessi di mora, in quanto questo importo è previsto dalla legge e non comporta alcuna prova essendo un forfait. La somma ben può  rappresentare il compenso ideale del plus che la nostra impiegata è costretta ad eseguire ritardando incombenze relative al business aziendale vero e proprio
  2. Se invece affidate ad un legale la parte stragiudiziale tramite la classica lettera di sollecito per recupero crediti  la somma richiesta a titolo di costi di recupero potrà ben essere più cospicua, in tal caso dovrà essere in linea con la parcella corrisposta al legale (quindi dimostrabile) che, a propria volta, dovrà essere proporzionata al credito in contesa.
  3. Se avete affidato al legare direttamente il recupero tramite decreto ingiuntivo (senza commissionargli l’attività di sollecito) richiedete che venga inserita in ricorso la richiesta di ulteriori € 40 in vostro favore in base alla detta legge.

40 euro possono sembrare un’inezia, la mole di insoluti, anche per importi piccoli, può rendere l’applicazione di questo importo forfettario interessante e, come lo spirito della legge vorrebbe, dissuasiva per i ritardatari.

Buon recupero a tutti.

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